San Venanzo punta sull’ecoturismo

La nuova frontiera del turismo

Si chiama Ecoturismo quella forma di sviluppo sostenibile del turismo, ossia capace di non determinare il degrado delle risorse naturali perché minimizza l’impatto ambientale, che focalizza la sua attenzione verso le risorse naturali.
Di conseguenza, coloro che lo praticano attivamente, vengono identificati come eco turisti.
Sono segmenti fondanti le seguenti attività: trekking, birdwatching, percorsi a cavallo, tour all’interno di zone protette e riserve naturali, whale-watching, itinerari archeologici, slow food tour, biking, attività didattiche valorizzanti il territorio e le biodiversità.
In un momento di estrema sensibilità nei confronti del nostro pianeta a livello ambientale, l’ecoturismo sta conquistando diverse quote di mercato turistico grazie ad una maggior sensibilità da parte di una utenza sempre più vasta che non vuole essere complice del proseguimento della distruzione del pianeta.
A questa forma di responsabilizzazione si deve coniugare anche il vantaggio di vivere esperienze turistiche a contatto con la natura e, quindi, in armonia con tutto ciò che ci circonda eliminando anche la frenesia consumistica di quelle vacanze mordi-e-fuggi che hanno contraddistinto il turismo fino ad oggi.

San Venanzo, la terra di mezzo

A cavallo tra la Media Valle del Tevere e l’Alto Orvietano, in Umbria, si trova il borgo di San Venanzo che ama definirsi come una terra di mezzo.
Abitata fin dal Paleolitico, come testimoniano reperti archeologici oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Perugia, San Venanzo venne edificata verso l’VIII secolo, in piena epoca bizantina.
La sua ubicazione che la pone tra Todi, Perugia ed Orvieto, fu la ragione per la quale durante l’epoca dei Comuni, San Venanzo fu teatro di molti conflitti locali.
La sua ricchezza è motivata dall’essere inserita in un incontaminato ambiente di alta suggestione e di significativo interesse naturalistico come il Parco dei Sette Frati che si trova vicino alla cima del monte Peglia, altro rigoglioso territorio naturale.

La scommessa Ecoturistica di San Venanzo

San Venanzo ha puntato in modo intelligente verso l’ecoturismo e lo farà grazie ai fondi europei Erasmus+, come anticipato durante la conferenza che è stata l’atto conclusivo del progetto denominato "E.E.F. Ect.- European Education Fostering Ecotourism" coordinato dall’associazione Travelogue di Marsciano.
L’idea di realizzare delle attività per sviluppare la promozione di una educazione ambientale che abbia nello sviluppo del settore ecoturistico il suo fine, è stata presentata attraverso un Manuale per la promozione dell’Ecoturismo dove sono state raccolte strategie di marketing inerenti al processo di diffusione del turismo responsabile e ecosostenibile.

Occorre tener conto di tutti i benefici che accompagneranno l’evoluzione del turismo ecologico a partire dalla tutela e dalla salvaguardia di un ambiente, quello di San Venanzo e di monte Peglia, che deve continuare ad appartenere ad un territorio non stravolto da inquinamenti di varia natura.
Offrire ai visitatori l’opportunità di addentrarsi all’interno di un’area che ancora conserva un aspetto naturale significa poter esibire un valore aggiunto a quelli normalmente considerati come la bellezza di un borgo ed una pregiata offerta enogastronomica.

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