La proprietà della Camparìa: recensione dell’ex tonnara di Favignana che torna a vivere come polo museale

In questo articolo raccontiamo una storia di riqualificazione e rinascita che ha a che fare con uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi d’Italia. Siamo nell’isola di Favignana: oggi centro nevralgico del turismo estivo, un tempo la perla delle Egadi era rinomata per la sua tonnara, un enorme stabilimento dove si praticava la lavorazione del tonno rosso. Quei locali dismessi sono stati abbandonati per troppo tempo, fin quando una coraggiosa opera di riqualificazione non gli ha dato nuova vita: e così oggi, quella che nel tempo è diventata famosa come Camparìa, ha raccolto il suo patrimonio storico e lo ha rielaborato in una chiave del tutto nuova.

Ad oggi la Camparìa rappresenta un polo museale e culturale di grande livello, destinato a svilupparsi ulteriormente: la conclusione di tutte le opere di riqualificazione è prevista per il 2024, ma già oggi sono attivi numerosi spazi di aggregazione presso i locali dell’ex tonnara, che hanno rinvigorito e valorizzato la vita culturale di Favignana. Una preziosa operazione di restauro guidata dall’imprenditore Fabio Tagliavia, andiamo a presentarne i dettagli.

Fabio Tagliavia e l’avvio del progetto

Fabio Tagliavia è un imprenditore palermitano che, dopo la laurea in Architettura Navale e Ingegneria Meccanica all’Università di Genova nel 1991, si è inserito con successo nel settore navale acquisendo ruoli sempre più prestigiosi nei principali comitati di esperti internazionali. L’esperienza acquisita gli ha consentito di avviare importanti progetti nel campo navale, e al momento attuale vanta la direzione di più di 300 progetti di navi in molti paesi del mondo. In trent’anni di attività nel settore dello shipping, Tagliavia ha curato molti progetti di recupero nelle zone di Favignana e Trapani insieme allo studio RuffinoAssociati, ripristinando edifici dismessi in chiave riqualificativa per dedicarli ad attività alternative.

Il processo di riqualificazione della proprietà della Camparìa è uno dei progetti più ambiziosi dell’imprenditore palermitano, che si è messo alla prova nel recupero di più di 5000 mq di spazi e fabbricati per offrire alla popolazione di Favignana un nuovo spazio che coniugasse i fasti del passato alle esigenze del tempo presente. Considerato l’enorme patrimonio storico e culturale dell’area interessata, si è trattato senza dubbio di una grande sfida. Ma prima di presentare la struttura e l’organizzazione di Camparìa oggi, ripercorriamone la storia a partire da quando alla fine dell’Ottocento Ignazio Florio acquistò la tonnara.

La storia di un’attività che “dava da campare”

Perché Camparìa? Perché la tonnara di Favignana “dava da campare” a molti abitanti dell’isola: che si trattasse di pescare in mare aperto oppure occuparsi del rimessaggio delle barche e della manutenzione di reti e attrezzi da lavoro, erano tante le famiglie che traevano sostentamento dalla pratica della mattanza.

Tutto ebbe inizio dalla famiglia Florio, una delle più celebri e ricche famiglie dell’Italia nell’epoca fra l’Ottocento e il Novecento. Ignazio Florio diresse la costruzione dello stabilimento in collaborazione con il famoso architetto dell’epoca Giuseppe Almeyda. È qui che venne inventato il metodo della conservazione del tonno sott’olio; da allora la vita commerciale di Favignana ricevette una spinta decisiva: la tonnara era diventata ciò che permetteva alle famiglie dell’isola di campare. Va da sé che nel tempo l’identità di Favignana continuò a definirsi in relazione all’attività della tonnara e a ciò che questo rappresentava per il benessere degli abitanti dell’isola.

Il restauro e i nuovi spazi

Il concetto che ha guidato la riqualificazione della Camparìa è stato quello di restauro conservativo. L’aspetto degli edifici non è stato affatto stravolto, al contrario: essi si presentano uguali a prima, ma hanno assunto un carattere aperto e moderno grazie a una sapiente operazione di riqualificazione. I principali nuovi spazi commerciali presenti sono:

  • il lounge bar, che sorge nella vecchia area deputata al rimessaggio delle barche. L’architettura originale è stata mantenuta e al tempo stesso sono stati reinventati alcuni elementi come la barca Buonaugurio, trasformata in un peculiare oggetto d’arredamento. Le decorazioni e il design della lounge si basano sul recupero di pezzi abbandonati sapientemente rivisitati per creare un ambiente moderno. E così la caffetteria può vantare un piglio contemporaneo impreziosito da una ricercata scala elicoidale, le bottiglie vintage di seltz, le texture in corda e molti altri dettagli che esprimono novità e innovazione.
  • la bottega accoglie libri, prodotti d’artigianato peculiari e capi d’abbigliamento;
  • l’enoteca presenta una vasta selezione di vini naturali;
  • lo spazio eventi è un’area molto versatile predisposta allo svolgimento di vari eventi di tipo culturale e sociale.

A questi si aggiunge il nuovo polo museale polifunzionale, ancora in fase di completamento. Si tratta di una struttura che ambisce a raccogliere tutto il materiale di interesse storico e antropologico sulla Camparìa, ripercorrendone i percorsi della memoria a partire dall’epoca in cui Favignana era uno snodo cruciale del Mediterraneo per la pratica della mattanza. Il fulcro del progetto a cura di Fabio Tagliavia è quello di restituire agli abitanti di Favignana un aspetto fondamentale della storia del loro territorio, riportando alla luce dettagli e ricordi attraverso suoni, foto, immagini e video. In questo modo, la volontà di creare uno spazio moderno e ricercato si esprime nella valorizzazione di un passato prestigioso.