Mascherine protettive: ne avremo ancora per molto?

Mentre la notizia sui vaccini contro il Covid-19 imperversa e l’attenzione dell’opinione pubblica sembra essere ormai monopolizzata dalle più recenti novità sulla commercializzazione dello stesso, un elemento fondamentale sfugge all’attenzione dei più. Per quanto il vaccino, infatti, si prospetti come rimedio efficace e definitivo contro il virus pandemico, la vittoria definitiva contro il SARS-Cov-2 richiederà tempo e numerose precauzioni.

Le mascherine, pertanto, continueranno a costituire una misura di sicurezza indispensabile per i mesi a seguire ed è per questo motivo che il settore produttivo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuali) non si è affatto arrestato.

La necessità di indossare una mascherina anche per tempi prolungati ha fatto emergere nuove istanze e problematiche presso le persone che più hanno dimostrato segni di intolleranza, ed è per questo che si sta diffondendo una maggiore domanda di mascherine antiallergiche su MaskHaze, uno dei siti principali attraverso cui è possibile acquistare i famosi DPI.

Indossare per ore la mascherina, infatti, potrebbe provocare ad alcuni l’insorgere di chiari sintomi allergici. Un problema, questo, ampiamente riscontrato nei mesi passati e che può compromettere seriamente la salute di chi le indossa.

Indossare la mascherina: attenzione alle allergie

Le reazioni allergiche non sono affatto da sottovalutare: in quanto risposte del sistema immunitario a varie sostanze, esse possono provocare reazioni estremamente variabili da persona a persona. Dal semplice arrossamento lieve fino ai gravi choc anafilattici, il vasto mondo delle allergie è tuttora oggetto di ricerche scientifiche specialistiche votate all’individuarne le cause scatenanti.

A prescindere da quali possano essere le cause che scatenano l’insorgere di un’allergia ad un determinato materiale o sostanza, safety first. Specialmente se si tratta delle mascherine, dispositivi di protezione contro il contagio da coronavirus.

Per questo motivo, con il crescere degli episodi di intolleranza al tnt, principale componente delle mascherine, i principali produttori di DPI si sono interrogati sulle possibili soluzioni in modo da rimediare il prima possibile a questa nuova minaccia.

Sono così nati i primi esemplari di mascherine antiallergiche, composte con materiali neutri che non rilasciano né micro-fibre né, tantomeno, particelle che possono causare reazioni a chi le indossa.

I vari produttori hanno selezionato diversi materiali e li hanno sottoposti a dei test per verificarne la validità: a partire dal silicone anallergico per soluzioni facilmente riutilizzabili ma più costose, fino a modelli in cotone con taschine adibite ad ospitare i filtri Ffp2.

Nella misura in cui si stima che le mascherine continueranno ad essere obbligatorie per almeno un altro semestre, queste misure si sono rivelate un vero e proprio salvavita per numerose persone e classi professionali costrette ad indossarle per via di un indispensabile contatto stretto con il pubblico.

La mascherina antiallergica: in previsione per il 2021

Il debellamento del Covid-19, infatti, è una prospettiva che, sebbene si avvicini ogni giorno che passa, resta comunque lontano.

Si potrà dichiarare vittoria solo quando l’ultimo positivo potrà essere liberato dal virus che ospita.

Il vaccino, infatti, per quanto sembri essersi dimostrato efficace al 90%, comunque non è ancora stato sottoposto ad un numero di test sufficienti a decretarne l’effettiva validità su archi temporali dilatati.

Il portavoce della Regeneron Pharmaceuticals ha reso noto che gli anticorpi monoclonali, altra soluzione al Covid-19, sembrano capaci di restituire immunità al virus per almeno un semestre dopo il trattamento, ma si tratta anche in questo caso dei risultati di laboratorio.

Le prove effettuate in queste circostanze, infatti, possono contare su un numero di variabili controllate e monitorate le quali, tuttavia, non possono minimamente essere paragonate alla complessità dell’ambiente esterno.

Da qui la constatazione che la mascherina continuerà ad essere una prerogativa fondamentale almeno per un altro anno.

Una prospettiva decisamente poco rosea ma necessaria a liberarsi definitivamente della minaccia virale. Ed è in quest’ottica che la produzione di DPI ha compiuto un altro passo fondamentale proponendo modelli che risolvessero a pieno i tanti problemi riscontrati in questi mesi.

A partire dalle difficoltà riscontrate da chi è solito indossare occhiali per necessità o proprio vezzo, fino alle più urgenti rimostranze di chi ha registrato la comparsa dei primi segnali di intolleranza ai materiali classicamente usati.

Una serie di soluzioni che si sono rese necessarie in previsione del fatto che, salvo nuovi annunci, di mascherine si sentirà parlare ancora per molto.

Mascherine antiallergiche: attenzione ai certificati

Resta invariata la raccomandazione ufficiale dell’ISS di affidarsi esclusivamente a dispositivi certificati. Una raccomandazione che si estende, e a maggior ragione, anche ai nuovi DPI antiallergici in circolazione.

Senza il marchio di sicurezza CE, che ne attesti la validità, la qualità e soprattutto la fattura, infatti, le mascherine risultano essere di poco aiuto.

Il marchio CE, infatti, attesta la verifica da parte di una serie di controlli a cui si deve sottoporre il produttore. Una mascherina antiallergica con marchio CE sarà realmente efficace e chi la acquista potrà avere la sicurezza di star indossando un dispositivo costruito in vero materiale anallergico.

In caso contrario, in mancanza di tale marchio, viene a mancare alcuna verifica sull’intera catena produttiva e i rischi per le persone possono essere innumerevoli.

Si parte dalla mancata verifica della capacità filtrante del dispositivo fino all’incertezza del materiale di cui questo è composto. Un pericolo specialmente per tutti coloro che hanno mostrato chiari segnali di intolleranza nei confronti del tnt o degli altri materiali impiegati per la fabbricazione dei DPI.

Per questo motivo il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità ribadiscono ancora una volta la necessità di verificare attentamente i prodotti che si vanno ad acquistare. Una mascherina priva del marchio CE, infatti, potrebbe essere completamente inutile e fornire un livello di protezione completamente inadeguato contro il Covid-19.

La protezione si misura ancora una volta con la qualità e questa, date le circostanze, diventa un valore imprescindibile

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